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Come faccio a fidarmi?

by Silvia Cerisetti
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Uomo che benda una donna prima di fare l'amore

Una caratteristica meravigliosa dei bambini è la capacità di affidarsi e fidarsi.

I bambini non conoscono la diffidenza nel loro essere puri, spontanei ed aperti. Giocano, litigano, fanno pace e poi tornano a giocare insieme.

Crescendo, le esperienze, i condizionamenti e, sì, qualche delusione, rischiano di alimentare chiusura verso situazioni, persone e relazioni.
Talvolta si creano trincee, barricate che non lasciano spazio all’interazione, alla curiosità verso gli altri e, tantomeno, al desiderio di connessione con un altro essere umano.

Se questo può essere vero in qualsiasi contesto della vita, in quello lavorativo, familiare o nelle amicizie, nella sfera sessuale è tanto più amplificato ed evidente.

Spogliarsi dei vestiti è, metaforicamente, scoprire non solo il proprio corpo, ma il proprio Sé.

È esporsi per lasciar entrare un’altra persona in noi (e quanto permettiamo di farlo/a entrare nella nostra vita?) e nel nostro corpo (e quanto permettiamo di farlo/a entrare nella nostra anima?).Certo, può essere l’avventura di una notte e magari non abbiamo voglia di coinvolgere così tanto di noi per qualche ora insieme.

Il problema è che, a volte, la difficoltà a mettersi a nudo (e qui non parlo degli indumenti) continua anche quando la relazione prosegue, magari per mesi o, persino, per anni. E’ un chiudersi che crea distanza, mette muri nella comunicazione e nell’intimità.

Questo rischia di contribuire a quel processo che, a distanza di tempo, fa sì che ci si guardi attorno e non si riconosca più la persona che si ha accanto. Perché nel trascorrere del tempo, quell’ inevitabile cambiamento di noi e lei/lui, non è stato vissuto in condivisione ma in modo individualistico.

Quanto vuoi dare di te stesso?

Cosa vuoi mettere sul piatto di te, di quello che sei, liberandoti dalla paura del giudizio, del rifiuto o della sofferenza? Quanto concedi di aprirti, in senso metaforico e non solo, ad una persona che si affaccia nella tua vita o che fa già parte della tua quotidianità?

Ho sentito troppe volte dire “Sai, ho paura perché ho già sofferto in passato”. Beh, quasi tutti abbiamo un passato in cui abbiamo sofferto e ci è capitato di far soffrire.

Quanto permettiamo che quelle esperienze del passato influiscano sul nostro presente, e quindi sulle relazioni future, è una nostra decisione.

La paura può far rinchiudere dentro al guscio, piuttosto che far sperimentare la curiosità di conoscere qualcuno e lasciare che lui/lei entri in noi con il suo corpo e il suo Sé.

Infondo lasciarsi andare, parte da quell’idea forse audace e folle, ma incredibilmente straordinaria, che ha a che fare con l’abbandonarsi all’altro. Ha a che fare con sentire quella vulnerabilità che fa parte della natura e che ci rende così meravigliosamente umani.

Aprirsi all’altro parte da piccole cose: da un sorriso, da un “grazie” (magari al complimento di un uomo, piuttosto che pensare “Ecco un altro maiale”). Parte dal porsi la domanda “E se invece dicessi di sì a quell’invito?”, piuttosto che partire col “no”.

Il guscio, certo, dà sicurezza, ma è stretto, dannatamente stretto, per poter contenere tutte le esperienze meravigliose che possiamo fare lasciando aperta una porta.

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3 comments

Sesso senza possesso - Sesso No Problem 9 Agosto 2019 - 09:47

[…] solo a immaginare un fare l’amore senza la voglia di rendere più tua la persona alla quale ti unisci? Non facile, vero? Molta della nostra cultura si basa sulla possessione, sulla proprietà. Troppo […]

Reply
Michelangelo Gatto 13 Settembre 2019 - 19:07

È ancora prestino, ma riusciremo a vivere una sessualità illuminata e sacra! I believe it!

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La sessualità che voglio - Sesso No Problem 23 Ottobre 2019 - 13:03

[…] un punto di riferimento importante, può diventare difficile approcciarsi a nuove esperienze con fiducia ed […]

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