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Per una sera o per tutta la vita

by Silvia Cerisetti
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Immagine di naso e bocca di uomo che si avvicina a naso e bocca di donna sfiorandosi

Ancora una volta prendo spunto da una chiacchierata con un’amica per condividere qualche riflessione.
Sara, nome di fantasia, mi racconta della serata trascorsa qualche giorno prima con un ragazzo conosciuto da un paio di mesi. Ragazzo piacevole, serata divertente, risate e, al momento del ritorno a casa, lei gli chiede se vuole salire per un caffè (vabbè collezione di farfalle, un calice di vino, ognuno scelga cosa dire).
L’appuntamento si conclude a letto, senza troppe sorprese.

Nel raccontarmi tutto ciò, Sara si affretta a dirmi che non vede una relazione a lungo termine con questo ragazzo e ha voluto fare sesso con lui perché le mancava il contatto con un uomo, gli abbracci, i baci, le sensazioni piacevoli di due corpi che si uniscono e si confondono l’uno nell’altro.

Per alcuni questo è un atteggiamento normale; vedo un bel uomo o una bella donna, trascorro del tempo piacevole e ci finisco a letto. Per altri è inconcepibile, il sesso si fa solo se sono sicuro/a che non sarà per una sera ma se sento di poter investire su quella relazione.

Come stiamo dopo?

Priva di qualsiasi moralismo e, anzi, felice per Sara, le ho chiesto “Come ti sei sentita dopo?”
Un buon metro di misura per me è questo. Partendo dal presupposto essenziale che ci sia rispetto verso se stessi e verso l’altro, possiamo stare insieme una volta sola o, ipoteticamente, tutta la vita, ma le domande non cambiano.

Come mi sento dopo che facciamo l’amore? Cosa mi hai lasciato?
Cosa ti ho lasciato? Mi sento in un qualche modo arricchita o privata di qualcosa?
Sento che c’è stato un bello scambio tra di noi? Sento che ci siamo donati qualcosa, in un qualche modo e anche solo per una volta?

Fare l’amore significa mischiare le nostre energie, le nostre anime, le nostre essenze, non solo i nostri corpi. Ad un certo livello rimane qualcosa di noi e noi prendiamo qualcosa dell’altro.

Immaginiamo di avere 2 bicchieri, uno con dentro un liquido di colore blu e l’altro con all’interno un liquido di colore giallo.
Se li mischiamo otteniamo un liquido di colore verde, diverso, anche se proveniente dai primi due.
È il frutto di quell’incontro. Probabilmente potrebbe essere un verde con sfumature più tendenti al blu o, viceversa, che vira più al giallo, a seconda di quale delle due tonalità prevale che, metaforicamente, è a seconda di quale energia delle due persone prende il sopravvento.

È una questione di scambio

Credo che ci sia magia in tutto questo, che quello che doniamo di noi quando facciamo l’amore è davvero molto, molto di più di muscoli e ossa. Ci sono i nostri vissuti, le nostre esperienze, i nostri sogni, le nostre speranze, le nostre paure.

Questo, ad un livello più o meno profondo, permea fino a confondersi con tutto il mondo interiore dell’altro.

Ecco che possiamo goderci momenti speciali quando sentiamo che mischiare la nostra energia con l’energia dell’altro è qualcosa che ci fa stare bene, è un’esperienza che ci dà, che ci nutre perché si ha avuto premura, cura e rispetto durante il tempo in cui si è stati insieme. Francamente, liberandoci da qualsiasi giudizio, molte volte questo tipo di premura non si vive nemmeno all’interno di una coppia che sta insieme da tempo e che, magari, si è giurata amore eterno.

Probabilmente piuttosto che concentrarci sulla sicurezza della durata di un rapporto, preoccupiamoci della qualità dello scambio che abbiamo, della qualità dell’energia che rilasciamo e che prendiamo.

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