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Sesso al tempo del Coronavirus

by Michelangelo Gatto
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Coppia elegante in piedi di fronte allo specchio. Lui bacia lei sul collo

Cosa fare e cosa non fare sessualmente al tempo del Coronavirus e in questa condizione di convivenza forzata? Voglio dare ad ognuno di voi almeno uno spunto di riflessione per portare ancora più valore alla sessualità nella nostra vita, soprattutto in questo particolare periodo . Sarò felice quando sarò riuscito a dare ad ognuno di voi almeno uno spunto concreto da mettere in pratica. Se non dovesse essere così, sentitevi liberi di scrivermi, per chiedermi qualcosa di più specifico.

Immagino che siamo tutti a casa, tutti costretti a restare a casa, quindi che non per tutti possa essere un’esperienza piacevole, anzi… Lo scopo è quindi essere utile a tutte quelle persone che o sono in difficoltà in questo particolare momento, oppure per approfittare di questo momento per aggiungere valore al proprio tempo in casa

Vediamo i casi più frequenti

Caso 1: Non lo facciamo per paura di contagiarsi

Non scherziamo: siamo stato in contatto fino a ieri e oggi all’improvviso mi faccio prendere dalla paura? Non ha senso. Sfioro le mani del mio partner, tocco le stesse cose che ha toccato il mio partner? Allora non posso temere di contagiarmi attraverso le mucose e i fluidi sessuali!

Occhio, la paura indebolisce molto di più delle condizioni igieniche!

Caso 2: Lo facciamo ancora meno di prima (perché sono triste per il momento, o il partner non mi cerca per lo stesso motivo)

La questione è una questione di vibrazioni. Noi siamo fatti di vibrazioni, tutto è fatto di vibrazioni. Ora, le vibrazioni a bassa frequenza sono l’ambiente ideale per la prolificazione del virus, mentre questo, in un ambiente ad alta frequenza, il virus è assolutamente asintomatico, cioè non fa nulla, è neutro, non crea nessuna reazione degna di nota!
Le emozioni hanno il grandissimo potere di cambiare le frequenze del nostro organismo. Emozioni come :

  • paura
  • risentimento
  • irritazione
  • disturbo
  • irascibilità
  • essere furiosi
  • rabbia
  • orgoglio
  • abbandono
  • senso di superiorità
  • senso di inferiorità
  • senso di colpa

abbassano tremendamente la frequenza della nostra vibrazione e creano l’ambiente più florido per il virus.
Quando il virus incontra un organismo che vibra così basso, crea danni altissimi!
Emozioni come:

  • gratitudine
  • generosità
  • senso di unione, non di separazione
  • amore
  • compassione
  • gioia
  • divertimento
  • motivazione
  • senso di complicità
  • felicità

alzano enormemente la frequenza della nostra vibrazione e creano un ambiente non favorevole al virus.

È la paura che ci fa ammalare e solo l’amore ci salverà!

Come ogni altra cosa della vita, non cercare o non aspettare che la soluzione arrivi dal di fuori: comincia a generare l’amore dentro di te e donalo al tuo mondo circostante.
Guarda un telegiornale in meno e dai 5 abbracci in più. Guarda un video in meno fra tutti quelli che girano adesso e fai una meditazione in più. Sostituisci una lamentela con un gioco insieme ai tuoi figli. Spegni la TV e vai a fare l’amore.

L’amore è ciò da cui siamo nati, per cui siamo nati e senza il quale non c’è vita.

Caso 3: Lo facciamo con l’atteggiamento sbagliato: noia, rabbia, abitudine/dovere (non dover aprire una discussione) (non sentirmi accusato di non farlo), colmare un vuoto o una mancanza

La chiave è nell’atteggiamento: che persona vuoi essere, che persona scegli di essere?

Tu sei libero di scegliere di essere non meno straordinario.

Bruno Galli

 Quello che vivi DEVONO andare da Dio, tu devi sentirti da Dio nel tuo ambiente. Quello che non va, bisogna farlo andare, oppure si interrompe.

Le cose o si amano, o si cambiano, o si lasciano.

Pasquale Acampora

Fare male l’amore, fare sesso sono per farla pagare, o per scaricare la tensione, o per dimostrare chi pensiamo di essere, o perché è il solo modo di sentirmi grande… non è ciò che meriti. Sei fatto per altro e nessuna delle persone che ami merita “questo te”.

Fatti non foste per viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza

Dante – Inferno – Canto di Ulisse

Caso 4: Non lo facciamo o lo facciamo male perché ho l’amante, non ci posso andare e con il mio partner non mi viene la voglia

Ah ah ah… no comment! Anzi, una cosa voglio condividerla.

Le cose non stanno come vorremmo che stessero. Le cose stanno come stanno. Noi abbiamo il dovere morale (perché abbiamo dentro la scintilla divina di poter creare la realtà che viviamo) di influenzare, di contaminare l’ambiente e le persone intorno a noi con il meglio di noi (non con il peggio), con il nostro amore, con i nostri valori e principi, con ciò che serve a realizzare i nostri sogni… altrimenti già non stiamo vivendo, stiamo morendo!

Caso 5: Non lo facciamo o lo facciamo male perché sono omosessuale e non l’ho dichiarato

Come sopra: noi siamo gli autori del nostro destino; noi raccogliamo quello che ogni giorno seminiamo; quello che abbiamo oggi è esattamente quello che ci siamo guadagnati fino a ieri. Mio padre ripeteva spesso

È Dio che fa le carte, ma sei tu che ti giochi la tua mano

Mario Gatto

Tu hai il dovere (non il diritto) di essere felice, costi quel che costi!

Caso 6: Non lo facciamo o lo facciamo male perché non sono più innamorato del partner

Perciò viviamo male, creiamo dinamiche spiacevoli, un ambiente in cui non ci riconosciamo. Alimentiamo una realtà da cui vogliamo solo scappare, siamo sempre più distaccati, distratti, non presenti, non ci nutriamo di amore ma di separazione. Generiamo stati d’animo disfunzionali, andiamo continuamente o verso l’apatia, la noia, cose che non ci nutrono, o addirittura la rabbia, l’avversione, l’odio… e le vibrazioni precipitano e ci ammaliamo!

Fate sesso a prescindere! A meno che non vi odiate e visto che la situazione già non è idilliaca, fatelo lo stesso. Il sesso, salvo rarissime eccezioni (quando è fatto senza l’accordo, la consapevolezza e la comprensione di cosa stiamo facendo), alza la vibrazione e scatena un cocktail di ormoni che fanno star bene, a prescindere da quanto o quanto poco siamo innamorati del partner!

Caso 7: Lo facciamo come sfogo tensionale (ed in questo periodo ce n’è tanta) ed è tutto incentrato su un aspetto prestazionale.


Il risultato è che stiamo male e facciamo stare male il partner che non si sente apprezzato fuori dalle lenzuola e addirittura disprezzato sotto le lenzuola. Quando stiamo male, nella migliore delle ipotesi non succede niente, le cose non evolvono, non andiamo per niente verso ciò per cui siamo nati… nella peggiore delle ipotesi, ci ammaliamo (le difese immunitarie sono al minimo), i cari ci lasciano o comunque la vita ci prende a sberle!

Questo caso è rischiosissimo, perché apparentemente ci può sembrare che non ci sia nulla che non vada, ma appena la situazione ci permette di tornare all’ordinario, la prima persona che il nostro partner va ad incontrare è l’avvocato!

Fare sesso solo per la prestazione è sintomo che manca amore. Manca amore in noi, manca amore verso il partner, manca amore verso l’ambiente e al situazione che stiamo vivendo.

Noi siamo grandi o piccoli solo in relazione a quanto siamo capaci di amare.

Non c’è nulla di male nel sesso ad alte prestazioni, se alla base c’è uno spessissimo strato di complicità! Se non c’è, fermiamoci e creiamola!

Caso 8: Manca in ognuno l’aspetto della complicità e dell’intimità

Questo è purtroppo il caso della maggior parte delle persone: credono che tutto vada bene, finché non si confrontano con una vocina che grida: “Voglio di più” (che è anche il titolo del mio libro).

Una delle soluzioni più efficaci in assoluto è questa: comunica, gioca a carte scoperte, non fare finta di nulla, approfitta di questo momento per dire quello che non hai mai detto, e dichiarare quello che vuoi e quello che non vuoi.

Chiedi a lei di guidare l’amplesso: fai tu quello che vuoi, al ritmo che ti piace di più, sii egoista, fermati quando tu senti che sia finita.

Cambia paradigma: non cerchiamo l’orgasmo, sentiamo quello che sentiamo nel momento, guardiamoci negli occhi, baciamoci più spesso, più dolcemente e più a lungo. Lo scopo è fondersi, non finire velocemente.

Altro modo di creare intimità è fare cose che ci uniscano fisicamente, creando contatto, che non sia la penetrazione o provocare l’orgasmo: baciarci molto, abbracciarci, abbracciarci nudi, improvvisare un ballo in casa, fino ad arrivare alla pratica maestra: stare seduti uno sull’altro abbracciati nudi e state così qualche minuto: possiamo parlare delle nostre sensazioni, emozioni, desideri, di noi…

Siamo fatti per amare e il Coronavirus non è altro che un esame per capire quanto fino ad oggi ci siamo allenati ad amare… troppo poco.

Se vuoi approfondire questi argomenti o vuoi risolvere più radicalmente problemi simili a questi trattati, ricordati che Silvia ed io facciamo Coaching private e diamo consulenze in ambito sessuale e Life Coaching: contattatemi e capiamo come organizzarci: ogni coaching con me ha la garanzia “O funziona o è gratis“. Qui su questo blog ci sono testimonianze di persone che hanno già lavorato con successo con me. Sono a vostra disposizione e non vedo l’ora di dare valore!

Ricordiamo che la sfida è una sola: amare intensamente, nonostante…

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2 comments

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Danijela 29 Marzo 2020 - 09:45

Bellissimo articolo! Grazie!

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Michelangelo Gatto
Michelangelo Gatto 11 Maggio 2020 - 14:12

Grazie di cuore Danijela!

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