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L’amore si fa!

by Silvia Cerisetti
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Coppia giovane sdraiata sul fianco si tiene saldamente la mano

“Se mi lascia muoio”, “Sono pazza di lui”, “L’amo da morire”, ecc…
Sono tutte quelle espressioni d’amore che mi fanno tornare indietro nel tempo perché, più frequentemente, si sentono dire tra i ragazzi.
Molta tenerezza, molto dramma di fronte alle discussioni, alle gelosie.
Molte scene struggenti e la sensazione che dopo di lei/lui non può esistere nessun altro, che la vita non ha senso, che come stiamo bene con lei/lui, con nessun altro potrà essere così.

È l’amore che arde, che non conosce raziocinio, che è tutto fuoco, farfalle allo stomaco, notti insonni e occhi a forma di cuore. Bellissimo se crescendo potessimo prendere solo la parte bella, astenendoci dalle sofferenze, dal vivere quei momenti in cui sembra veramente che finisce il mondo senza di lei/lui.

Poi crescendo si capisce che non si muore, che dopo l’apnea iniziale si torna a respirare, anche senza quello che sembrava “l’amore della vita”, che il male piano piano affievolisce, si cura, che il tempo cambia la prospettiva con cui si vedono le cose.

Crescendo sappiamo che arriva il sorriso, che la vita riprende e il cuore, prima o poi, torna a battere per un altra/o. E torneranno anche le farfalle, anche in un rapporto più maturo, e la sensazione di aver finalmente trovato l’altra metà della mela (vero o falso, solo il tempo lo dirà).

Se le cose non vanno bene si sta male anche da adulti, magari con reazioni diverse, ma si sta male.
È questo il bello, parliamo di cuore, di sentimenti e ci siamo dentro, sentiamo tutto, come se ci avessero tolto la pelle.

Siamo vulnerabili, abbiamo i nervi scoperti e questa parte, in cui percepiamo la gioia e anche il dolore intrinseco dell’amore, ci rende umani.

Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce

PASCAL

L’amore è autentico

L’amore è un sentimento vero, autentico, di espansione, di gioia e non ha nulla a che vedere con la gelosia, con la possessività, con la diffidenza, con i rancori. Allora, perché troppe volte, invece di proteggerlo, sporchiamo questo sentimento con cose con cui l’amore non ha nulla da spartire? Perché cediamo alla recriminazione, alla colpevolizzazione, o ci nascondiamo dietro a trincee di silenzi, di bugie, di cose non dette?

Percorrere quella strada e sperare di provare le emozioni che l’amore sa regalarci, o sperare che una situazione si sani da sola, è da folli. È più facile scaricare la responsabilità, dire che “l’amore è svanito”, che “non c’è più passione nel sesso”, che “è colpa di lui/lei”.

Ragazzi, l’amore è qualcosa che si fa!

Per mantenere l’amore occorre agire, fare azioni che esprimono amore. Per sentire passione, occorre alimentarla, non sperare che “prima o poi” mi torni la voglia di fare l’amore.

Certo, a volte ci sono momenti non facili, momenti di stanchezza, di abitudine ma prendiamoci la responsabilità di vivere quel rapporto e quella sessualità che vogliamo.

Prendersi la responsabilità significa fare tutto quello che è nel nostro potere per mantenere vivo quel fuoco, senza cedere a quella tentazione facile, troppo facile, di trovare scuse.

Se c’è qualcosa che non va nel tuo rapporto, chiediti:

  1. Cosa posso fare da oggi di diverso?
  2. Cosa posso iniziare a fare?
  3. Cosa posso smettere di fare?

Amare = Agire

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